Relazione Consuntiva del Laboratorio e dello spettacolo teatrale “ Dall’Annunziata in poi…….Storia di nascite, di maternità e di abbandoni .”svolto al Succorpo dell’Annunziata il 28 e 29 dicembre 2016

di Maria Pia Marroni

Dal progetto di Na.Sc.eRe nel Terzo Millennio e dal  testo  ‘L’Annunziata’  di Maria Pia Marroni e Paola Cereda , da una ricerca sui documenti dell’Archivio Storico dell’Annunziata , nasce l’idea e il senso  del  laboratorio condotto da Giorgia Palombi che è anche regista della messa in scena.

Sofia, Cinzia, Rosa, Giorgia, Sabrina ,Attilia, Pina, Marinella, Noemi, Fiorella,Michaelvi hanno partecipato  con  slancio,  motivate ad un lavoro introspettivo e rappresentativo su temi così intimi e universali ed hanno  voluto dare  esse stesse il nome all’esperienza e il titolo allo spettacolo:

“ Dall’Annunziata in poi…….Storia di nascite, di maternità e di abbandoni .”

Il Laboratorio ha permesso a tutte di ‘raccontarsi ed ascoltare’, di cercare e trovare nelle storie di ognuna un filo di collegamento con la storia dell’altra, di sperimentare una modalità espressiva che ne  ha mostrato la naturalezza e a volte la segretezza  e che,  con  gesti nuovi  o ritrovati,  è  diventava una ‘unica storia’ .  Una storia che è stata presentata ad un pubblico che ne è diventato  parte per la scelta della regia di creare vicinanza fisica tra pubblico ed attori. Un pubblico attento, che ha ascoltato con commozione ed empatia, le parole, i suoni, i movimenti e i contenuti, incantato da ciò che il luogo magico nel quale lo spettacolo si è svolto esprime: il Succorpo dell’Annunziata, cappella Vanvitelliana nel cuore dell’area della Real Casa Santa dell’Annunziata  che ha rappresentato per i napoletani il luogo di cura, protezione sicura della mamma e del bambino nei secoli dei secoli.

La partecipazione al Laboratorio di Noemi, giovane donna nigeriana arrivata attraverso la Libia a bordo di un barcone e del suo piccolo Michael nato in Italia, ha dato la  possibilità a tutto il gruppo e agli spettatori di essere testimoni della sua storia, della sua forza e del messaggio chiaro di bisogno di integrazione nel rispetto della cultura di provenienza.

L’esperienza tutta ha convalidato l’idea-valore dalla quale siamo partite: “quanto preziose siano l’espressività e la comunicazione dell’esperienza personale, in questo caso della maternità e della nascita, per sanare antiche ferite emotive ed affettive e quale ruolo il teatro ha nella trasmissione di valori culturali  offrendo la possibilità di creare tra gli spettatori e tra questi e gli attori una lunghezza d’onda comune sulla base della quale intraprendere nuovi orizzonti. “

Il Laboratorio continua con una nuova esperienza di scrittura di gruppo dalla quale partirà un nuovo spettacolo: affinché non si perda la ricchezza dell’umanità del nostro lavoro e dei rapporti  tra noi e gli altri, senza la quale non avrebbe senso continuare.

 

maria pia marroni