Le grandi madri del Brasile

 Un libro che racconta di un viaggio, con cinepresa e registratore DAT tra le donne afro-brasiliane, la loro cultura e le tradizioni ereditate dagli schiavi e tra le musiche dei primi samba popolari.
Iniziato nel 1997, il viaggio avvicina un po’ alla volta ai misteri di un’antica religione, il candomblé.
Dai ritmi di canti e di tamburi che invocano le divinità nasce la musica nera in Brasile.
Nei terrieri si riuniscono i fedeli. Al tramonto danzano per ricevere gli Orixàs, gli dei della civiltà yorubà.
Con i gesti e i movimenti narrano i loro miti. Al suono dei canti e degli atabaques, nel corpo di due donne si manifesta lansà e dona il suo cibo sacro: l’acarajé.
La sua danza movimentata e impetuosa racconta che lei è la dea guerriera del vento e della passione amorosa.
“Le grandi madri del Brasile”, l’autrice conduce il lettore nelle meraviglie di un paese affascinante, e di cui si ha sempre nostalgia, in un percorso di vita dove passato e presente si mescolano continuamente tra mito, storia e vicende personali
Un viaggio fra le meraviglie di quel Paese di cui si ha sempre nostalgia, tra nuove immagini femminili: donne coraggiose, pilastri della storia del loro paese, vere forze della natura.
Sono queste le donne che prendono forma attraverso la scoperta e l'approfondimento della cultura yorubàe della religione afro-brasiliana del candomblè, tra Orixàs e Cobocicli.
L'autrice conduce il lettore in un percorso di vita dove passato e presente si mescolano: a farla da padrona è sempre la curiosità, la ricerca e la voglia di andare a fondo nella conoscenza così come nei sentimenti.
Una scrittura che osserva - un vero e proprio reportage - e si offre con autenticità e profondità umana, “guidata dal desiderio di provare ad entrare in una dimensione spirituale apparentemente lontana da noi ma che, ad un'analisi più attenta, rivela tutta la sua complessità e in cui ognuno può trovare parte delle proprie radici”.

Laureata in Lettere e Filosofia alla Sapienza di Roma, Marcella Punzo, inizia la sua attività di ricerca a Budapest sull'emancipazione femminile nell'Ungheria socialista. Fra il 1991 e il 1997 trascorre poi die anni e mezzo in Brasile, per una ricerca sul movimento delle donne nere e la cultura afro-brasiliana.
Durante i suoi viaggi ha prodotto anche lavori per la Rai e la Radio-televisione tedesca.