25 Marzo 2017 ore 16.00 – CERCHIO SONORO. Esperienza sonora prenatale

Il  suono e il canto in gravidanza e al parto
Durante la presentazione è previsto un momento esperienziale del cerchio sonoro

 Maria Pia Marroni e Fiorella Orazzo

 

locandina cerchio sonoro

Sabato 25 Marzo alle ore 16.00, presso la Casina Pompeiana della Villa Comunale di Napoli, la Cooperativa Sociale Na.Sc.eRe. nel Terzo Millennio presenta:

 

CERCHIO SONORO

 

Esperienza sonora prenatale

 

Da un’idea di Maria Pia Marroni e Fiorella Orazzo

 

Durante la presentazione è previsto un momento esperienziale del cerchio sonoro

 

…da venticinque secoli la cultura occidentale  cerca di guardare il mondo. Non ha capito che il mondo non si guarda si ode. Non si legge, si ascolta.

 

Jacques Attali

 

 

Presso tutte le popolazioni della terra il canto accompagna ogni situazione della vita, sia gioiosa che dolorosa e in varie parti del mondo è usanza ancora oggi cantare durante la gravidanza e il parto, anche se con modalità diverse. In certe zone è la madre che canta, in altre sono una o più donne che cantano di fronte alla gestante, in altre ancora vengono chiamati  musicisti per suonare e cantare alla madre.

Il canto prenatale quindi non è una novità, ma una tradizione secolare che  si è tramandata di generazione in generazione per molti secoli.
Ci sono in occidente esempi importanti sull'uso della voce in gravidanza come quelli di  Frederick Leboyer e di Marie Louise Aucher; il primo - ginecologo francese, sostenitore della “nascita dolce” – ha proposto il canto carnatico, tipico dell'India, che ha la finalità di portare alla presa di coscienza del proprio essere tramite il respiro e il suono; la seconda è stata la fondatrice della “psicofonia”  -  «un percorso auto-esperienziale di armonia fisica e psichica, che utilizza, attraverso la voce parlata e cantata, le corrispondenze tra l'uomo, i suoni, i ritmi e la parola» - tecnica utilizzata in particolare proprio con le donne in gravidanza.

Entrambi ci hanno parlato degli effetti benefici  del suono e del canto per la donna sia durante la gravidanza che durante il parto, e degli effetti positivi  sul nascituro.  Nell’utero materno il bambino sente e percepisce il mondo esterno e sempre più studi scientifici ci dimostrano che esiste una memoria intrauterina. Utilizzando la musica e il canto materno (ma anche paterno) il bambino già prima di nascere acquisisce le premesse per lo sviluppo neurologico che avverrà negli anni. In questo modo, per esempio, si mettono le basi per il linguaggio parlato. Ricordiamo qui gli studi di Alfred Tomatis sul rapporto tra nascituro e la voce materna e l’ascolto di musica in gravidanza.

 

Finalità:

 

La voce che si utilizza durante il travaglio e il parto non è la stessa che si emette quando si parla o si canta. Normalmente, l’energia vocale viene diffusa verso l’esterno e verso l’alto. Al contrario, la vocalità di chi partorisce va indirizzata all’interno, spinta verso il basso. In quei momenti si può stare a occhi aperti o a occhi chiusi, ricorrendo a immagini mentali. Per esempio, la mamma può pensare di cantare al proprio bambino, facendolo vibrare dolcemente. L’utilizzo della voce e della musica regala serenità e allontana le tensioni. Nella donna incinta il canto trasmette la possibilità  e la consapevolezza di vivere la gravidanza e il travaglio attivamente, da protagonista.Inoltrericordiamo che esiste una simmetria energetica e funzionale tra la bocca e la vagina: se si chiude la bocca, viene ristretta anche l’apertura perineale; allargando la bocca, si facilita la discesa del bambino abbreviando, fra l’altro, la fase dilatante.

 

                                                                                                                     

 Obiettivi specifici:

 

  • durante il travaglio emettere suoni e vocali aiuterà a decontrarre , a mantenere le forze per spingere durante la fase espulsiva, ad accettare e dominare il dolore delle contrazioni, attenuando la tensione ;
  • amplificare l’esperienza di dialogo tra madre e bambino ;
  • aumentare il benessere psico-fisico per madre e bambino
  • migliorare la propria percezione del corpo, del respiro, degli stati di apnea e dare così la possibilità di una partecipazione più consapevole al parto
  • possibilità per il padre di avere un ruolo attivo di sostegno per madre e nascituro
  • sviluppare nel feto la possibilità di creare dei presupposti perché la musica si possa sviluppare come linguaggio familiare e “naturale”, come una sorta di idioma materno che aiuti la formazione e la crescita del futuro bambino. Un ulteriore strumento per portare bellezza nella vita.
  • aumentare la produzione e la liberazione delle endorfine, che amplificheranno lo stato di benessere generale
  • aumentare l’azione analgesica del suono e l’effetto auto-terapeutico della voce umana

 

Contenuti e articolazioni:

 

Si aiuterà l’emissione libera del suono della voce attraverso vocalizzi accompagnati con semplici strumenti che daranno un bordone sonoro di sostegno. I suoni saranno modulati sul respiro. Si utilizzeranno prevalentemente le vocali e tutti quei suoni che aiutano a percepire la vibrazione della proprio voce che si espande nelle varie parti del corpo. La partecipazione è aperta al padre del bambino o ad una persona che la donna in attesa sente come sostegno. Il canto di una persona, che accompagna la vita quotidiana della gestante ed eventualmente il parto, sarà di grande aiuto durante il percorso e oltre.

 

Con metodologia attiva, le gestanti e gli eventuali accompagnatori, attraverseranno  momenti di ascolto e apprenderanno tecniche di rilassamento e di emissione del suono facendone pratica diretta.  

 

 

 

Maria Pia Marroni  ginecologa  ha lavorato nel pubblico e nel privato nell’ambito di una ostetricia rispettosa delle competenze della donna e del bambino e della nascita come evento naturale .

 

Laureata al Dams RomaTre  percorso Teatro ,con una tesi in musicologia , ha studiato canto lirico e jazz.

 

Da sempre  accanto all’attività professionale , in linea con la mission di Na.Sc.eRe  fondata nel 2012,  dopo  il Convegno Ninna Nanna nasce una mamma: dalla culla alla relazione”promuove attività sociali e culturali che hanno  come comune obiettivo quello di creare una coscienza sociale orientata a dare attenzione  all’evento nascita, nella sua globalità e umanità.

 

Fiorella Orazzo  Laureata in Lettere Moderne e diplomata al Secondo Livello in Musica Vocale da Camera.

 

Fin da piccola appassionata di teatro, si è formata come attrice con insegnanti del calibro di Michele Monetta, Alfonso Santagata, Enzo Moscato ed ha lavorato con vari registi, tra cui Francesco Rosi presso la compagnia di Luca De Filippo.

 

Attualmente partecipa a  progetti teatrali e  a cortometraggi indipendenti.

 

Molto presto si è avvicinata anche al mondo della musica e ha studiato  canto con vari insegnanti completando la sua formazione presso il Conservatorio di Napoli. Ha cantato e canta in varie formazioni corali. E’ attualmente componente del coro Mysterium Vocis, diretto dal Maestro Rosario Totaro.

 

Nel corso degli anni si è dedicata alla ricerca e alla didattica musicale e teatrale diventando esperta di metodologie di insegnamento e di formazione (Orff, Dalcroze, Gordon, Bolton) per tutte le fasce d’età, a partire dalla vita prenatale.

Si occupa anche di musica per il benessere psicofisico e ha approfondito in particolare la pratica dei Bagni di Suoni.